L'uomo. La tempesta.

Aggiornato il: 17 ago 2018

La tempesta si avvicina, la distanza tra il lampo ed il tuono si affievolisce.  

Nonostante lui ne sia attratto non si avvicina al terrazzo per osservarla, rimane in attesa, in silenzio.

La osserva avvicinarsi con dolcezza dalla finestra di camera sua. Il ticchettio dell’orologio appeso al muro è insistente, quasi impaziente, ma lui decide di riflettere per l’ultima volta seduto sul suo letto.

Rimane immobile, fermo. Tranne per quei piccoli sussulti del suo corpo, provocati dal rumore dei tuoni.

Continua a riflettere. Pur sapendo di non volere tornare indietro, di non potere.

Si prende tutto il tempo che gli serve. Non ha fretta.

L’orologio segna le 21.00.

Si alza in piedi; comincia a piovere.

Prende il suo cappotto.

Esce di casa.

Sale in macchina e si mette in strada.

Arriva di fronte al punto d’arrivo nel tempo previsto e parcheggia lungo la strada principale.

Abbassa il finestrino; l’aria è fresca e non fastidiosa. Le gocce di pioggia rimbombano sul parabrezza della sua auto.

Lui non ha fretta. Ha tutto il tempo che gli serve.   

Una ragazza bagnata fradicia si avvicina all’auto stringendosi il giubbotto.

-Potrebbe portarmi fino alla stazione dei treni per favore?-  

Sorride.

Le fa cenno di salire.

Il Taxi imbocca la strada principale.




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