Ragazzo Detestabile

Aggiornato il: 17 ago 2018

Tu lettore

che arrivi da molto lontano

e ti ritrovi

in questo posto strano,


davanti a te

hai un racconto,

te lo esporrò ora

chiaro e tondo,


ma presta attenzione

io ti avverto ora

è piena d’orrore

questa storia.


C’era un ragazzo

dolce e discreto

il cui nome però

terremo segreto,


sembrava simpatico

ed adorabile

ma nessuno sapeva quanto fosse…

Detestabile.


Ha sei anni,

fa la prima elementare

ma proprio lì

non gli piace stare.


Di mattina va a scuola

e fa la solita vita,

ma non vede l’ora

che la lezion sia finita.


Nella sua classe

sono in venti persone,

e lì deve starci

tutte le ore.


Un giorno però

usa la fantasia

cercando risposta

in questa malinconia,


immagina scenari,

prova emozioni

e si fa sommergere

dalle sensazioni,


ma poi sceglie qualcuno

nella sua mente,

lo focalizza

molto chiaramente.


È uno dei ragazzi

della sua classe,

guance paffute

e le chiappe grasse.


«Chissà come sarebbe»

inizia a pensare,

se la sua testa

facessi saltare.


«Come una torta,

dolce e golosa,

se poi la rompo

ci trovo qualcosa?»


E così passò la giornata

a fantasticare:

«Ma il ripieno

si può anche mangiare?»


​​

PARTE 2


La giornata finì,

la campanella suonò,

e l’intera classe

a casa tornò.


Che adorabile giornata era stata

una soluzione direi che l’aveva trovata;


aveva scoperto

che con la perfidia

poteva finalmente

romper l’accidia.


Non voleva più

fare il simpatico,

era il momento

di diventar psicopatico.


Quel pomeriggio

senza esitare,

trascorse ore

il paffuto a spiare.


Lo seguì fino a casa,

controllò ogni sua mossa

continuava a fissare

la sua pancia grossa.


Il bambino giocava

felice in un prato,

sembrava contento

e spensierato.


Lo si vedeva

che era contento,

ma come sarebbe

con un bello spavento?


Quando fu tardi

col sole calato,

e con il pasto

appena mangiato,

il panciuto poi

andò al gabinetto,

e poco dopo

subito a letto.


Si sdraiò

sul suo bel lettino,

con la coperta

sopra al pancino,


ma quello che lui

non sospettava,

era chi di nascosto

lo guardava.


Qualche ora dopo

quando si fu addormentato,

dormiva beato

come un neonato,


purtroppo per lui

la finestra era aperta,

e Detestabile

entrò alla svelta.


Fece due passi

nella penombra,

e rimase in ascolto

della stanza sorda.


Non voleva fare

nessun rumore,

e non destare

nessuno stupore.


All'improvviso però

sentì uno starnuto,

e rimase fermo

per qualche minuto.


«E se mi scoprisse?»

pensò il ragazzo,

si convincerà

che sono pazzo.


Attese nel buio

mimetizzato,

trattenne anche il fiato

per non esser scovato.


Il silenzio tornò

per venti minuti,

e lui si avvicinò

a passi minuti.


«Quant’era bello»

continuava a pensare,

ora che era pronto

ad assaggiare,


fece un respiro

ma di quelli di gioia,

e gli strinse la gola

ormai senza noia.


Quand’ebbe finito

il suo bel giochino,

era arrivato il momento

d’incassare il bottino.


Prese il martello

dal comodino,

e gli spappolò la testa

come un budino.


Ma Detestabile si arrabbiò

come se fosse l’inferno,

nessuna caramella

aveva trovato all’interno.


«E si che di dolci

ne mangia ad oltranza,

di lecca lecca

dovevo trovarne abbastanza…»


Deluso e delirante

lasciò il condominio,

«È solo per questo

che ho commesso un omicidio?»


«Va bene lo accetto»

si disse cercando una soluzione,

«Non è la prima volta

che ricevo una delusione.»


«E se poi alla fine

sarò fortunato,

nel terzo magari

troverò un bel gelato.»




©2018 by Sonny Zanon