Ronzio

Aggiornato il: 17 ago 2018

Quella notte faceva troppo caldo. Mi alzai sudato dal letto con la gola secca. Faticavo a muovere le labbra da quanto erano secche. Allungai ancora mezzo addormentato la mano fino al comodino, e bevvi tutto d’un fiato il bicchiere d’acqua che avevo lasciato lì per la notte. Mi lasciai cadere sul letto per riaddormentarmi, ma una zanzara mi fischiò nell’orecchio. Cercai di prendere sonno girandomi di lato, ma quel suono fastidioso andava e veniva. Nel silenzio della notte si insinuava nel mio orecchio ad un volume esagerato. Allungai entrambe le mani in direzione del ronzio e le chiusi velocemente l’una contro l’altra. Il fastidioso rumore cessò e sprofondai nel sonno.

Mi svegliai il mattino dopo sul letto bagnato di sudore. Mentre ero sdraiato con gli occhi mezzi chiusi, mi tornò in mente la zanzara e guardai la mia mano: era sporca di sangue secco e un pezzettino di zanzara era ancora appiccicato lì sopra, ed era schifosamente enorme! Il corpo dell’insetto doveva essere stato grande come l’unghia del mio dito indice. La pancia cominciò a brontolarmi. Avevo ancora le labbra secche e presi il bicchiere d’acqua sul comodino. Fu in quel momento che una fitta di paura mi colpì allo stomaco. La paura mi agitava, mi muoveva la pancia. Nel bicchiere c’erano giganti larve di zanzara che si agitavano, e il mio intestino si scuoteva in un ronzio d’insetti.




©2018 by Sonny Zanon